Nonostante i numerosi volumi acquistati o ricevuti
in dono, la biblioteca, sprovvista di un’idonea
sala di lettura e di consultazione, mutò fisionomia.
Dal 1947 fino al 1956 si lavorò per l’attuale
biblioteca.
Ed è proprio nel 1947 che, nella lettera
enciclica in occasione dell’inizio dei lavori
per la costruzione della nuova sede, la biblioteca
assunse il nome di Biblioteca Antoniana de Urbe ad
opera del padre generale Pacifico Perantoni.
Nel febbraio del 1949, presso la biblioteca, si
tenne il primo congresso bibliologico francescano
internazionale, i cui atti furono pubblicati nel 1950
in due volumi. Alla seduta conclusiva parteciparono
rappresentanti di 28 nazioni che insieme agli uditori
approvarono deliberazioni, vere e proprie indicazioni
biblioteconomiche di carattere generale rivolte alle
autorità civili, al mondo bibliotecario internazionale
e alle strutture documentarie interne all’ordine.
Nel 1991 la biblioteca aderì, tra le prime
sei istituzioni accademiche all’associazione
URBE (Unione romana biblioteche ecclesiastiche).
L’attuale biblioteca è composta: di
uno spazio riservato alla consultazione del catalogo
elettronico, cartaceo e al collegamento Internet;
e di un’ampia sala di lettura da cui si accede
ai quattro ballatoi superiori, alla sala dei libri
rari e dei manoscritti. Nella suddetta sala troviamo
un ampio scaffale porta-riviste, dove sono esposti
gli ultimi numeri dei periodici, sedici tavoli per
la lettura (con 64 postazioni), cinque ampi legii
copri-radiatori, tredici vetrine per l’esposizione
dei libri rari ed edizioni speciali.